Ciò che è successo a Parigi, alla redazione di "Charlie Hebdo" è stato uno shock a scala globale. Tre terroristi islamici hanno fatto irruzione alla redazione uccidendo dodici persone tra cui il direttore, alcuni vignettisti di fama mondiale e un poliziotto giunto sul posto durante l'attentato; tutto ciò in risposta ad una vignetta satirica come protagonista il Dio islamico Allah. In seguito a questo avvenimento la Francia ha organizzato una manifestazione contro l'Isis (Islamic State of Iraq and Siria) e a favore del diritto di libertà di parola. Personalmente penso che questi terroristi non abbiano seguito la propria religione perché (non che sia a favore di questo) quest'ultima vuole il sacrificio di un fedele islamico, e qui non c'è stato. Inoltre nel Corano non è presente alcuna forma di incitazione al pluricidio. Come ho già detto, questo avvenimento, ha scosso l'intero globo e causato terrore, e su questo argomento vorrei citare Paolo Borsellino:" Chi ha paura muore ogni giorno, chi non ha paura muore una volta sola". E con questo intendo che l'attentato non deve incutere terrore in modo da non far reclamare i propri diritti, ma al contrario, per lottare affinché si possa essere liberi senza aver paura.

Noi siamo Charlie.