Negli anni 80 l'avvocato legato con la camorra Cipriano Chianese, diede vita alla società della Setri, poi chiamata Resit, con il compito di trattare e smaltire rifiuti pericolosi e tossici. Questa attività portava al guadagno di milioni di euro, divisi anche tra uomini di affari liguri e toscani.

Chianese aveva contatti soprattutto con la camorra campana del clan dei Casalesi e i suoi uomini, come Gaetano Vassallo. Nel 2008 intuì di essere in pericolo di vita, per questo cominciò a collaborare con la giustizia.

Confessò 20 anni di smaltimento illegale, che hanno trasformato la "Campania Felix" in una Campania fatta di terreni inquinati.

Inizialmente alla discarica della Resit, i rifiuti provenienti dal Nord dovevano essere smaltiti ovunque. Successivamente vennero seppelliti nel territorio circostante la discarica a 12 metri. Ai rifiuti del nord, si aggiunsero anche i rifiuti urbani di molte regioni d'Italia, Vassallo dichiarò che questi rifiuti furono sotterrati con altri rifiuti tossici senza uno strato di impermeabilizzazione. Difatti ora sono circa 30.000 tonnellate di rifiuti provenienti da Acna di Cengio sotterrati.

Nel corso degli anni, il geologo Giovanni Balestri, scrisse una perizia, cioè una relazione, sulla pericolosità della Resit, Balestri inoltre su incarico del pubblico ministero Milita della Direzione distrettuale antimafia, riporta che entro il 2064 il percolato tossico, un liquido che si origina dall'infiltrazione dell'acqua nei rifiuti, penetrando nel tufo, contaminerà la falda acquifera.

Un altro problema che persiste in Campania è quello di Taverna del Re, Sps ( sito di stoccaggio

provvisorio), un impianto che avrebbe dovuto contenere il Cdr (cioè, combustibile da rifiuto), ovvero rifiuti senza liquidi. A Taverna del Re, si trovano oggi 6 milioni di eco balle, che di ecologico non hanno nulla se non il termine "eco".

Queste "ecoballe" si sarebbero dovute smaltire nell'inceneritore. Questo non è avvenuto poiché non sono a norma. Le "eco balle" dovrebbero contenere unicamente rifiuti urbani, dove invece ci sono rifiuti di ogni genere che producono il percolato, mettendo a rischio il funzionamento dell' inceneritore.

Per essere smaltite le balle dovrebbero essere quindi differenziate. Noi alunni della Scuola Media Vitale abbiamo trovato interessante la proposta, che ci è stata riferita l'anno scorso, del dottor Raffaele Del Giudice, oggi presidente dell'Asìa, Società Municipalizzata per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani di Napoli: aprire le ecoballe, differenziarle, analizzare il percolato per capire come smaltirlo, poi con la tecnica del "bricchettaggio" rimpacchettarlo e smaltirlo a norma di legge. I costi dell'operazione non sarebbero elevati, e sicuramente inferiori a quanto sta costando oggi ogni giorno la vigilanza militare del sito, una vera e propria bomba ecologica: se qualcuno riuscisse malauguratamente ad appiccare un incendio, sarebbe l'affare più lucroso per tutte le emergenze, anche quella sanitaria per la diossina sprigionata ad ampio raggio.

Ma perché tanto immobilismo?

 


L'anno scorso, il comitato interministeriale, formato da diversi enti statali e della Regione Campania, come l'agenzia regionale per l'ambiente (ARPAC), l'Università di Napoli , e i Ministeri della salute e dell'agricoltura,attraverso rivelazioni aeree, ha individuato che i terreni agricoli campani sospetti erano solo il 2%. Questa percentuale ha scatenato molte polemiche già l'anno scorso, da parte di stimate personalità, come lo scrittore Roberto Saviano, autore del best seller "Gomorra". A loro dire il 2% era eccessivamente riduttivo, tanto è bastato per invalidare il lavoro di competenti professionisti come appunto il professor Massimo Fagnano, docente di Agronomia all'Università di Napoli.

Oggi con ulteriori analisi chimiche di campioni prelevati dai terreni sospetti, questa percentuale è scesa addirittura all' 1%. Queste analisi chimiche sono state, volontariamente,interpretate male dal giornale online "FANPAGE", che  ha dichiarato che tra i terreni inquinati ci sono anche quelli dei comuni di Acerra e Caivano. Quelli di Caivano risultano avere un alto tasso di piombo e diossina, mentre ad Acerra la situazione pare essere più grave, poiché nei terreni ci sono molte più sostanze inquinanti. Questa è una notizia che corrisponde al vero, nel senso che lo stesso Comitato interministeriale ha reso pubbliche questi risultati. Dov'è l'allarmismo e la deformazione della notizia? Nelle percentuali, appunto, lievitate fino a diventare 87% e 66%.

Questo è ciò che racconta "FANPAGE" e che ha allarmato molti cittadini.

A calmare questo allarmismo è intervenuta Paola Dama, presidente della "TASK FORCE PANDORA" (http://www.taskforcepandora.com/ )e ricercatrice oncologica in Ohio, che con un esempio elementare ha fatto capire che quelle percentuali erano completamente sbagliate:

"Ho 15 mele di queste, 5 sono sospette di avere un verme, ma solo 2 sono davvero infette, la percentuale di 87%, da riferire solo alle 5 mele per intenderci, si è estesa a tutte le 15 mele".

I giornalisti hanno quindi esteso le percentuali delle terra di Caivano ed Acerra su tutte le terre agricole, solo per ottenere pubblicità, lasciando ai cittadini il panico.

Evidentemente non sono previsti corsi di recupero di matematica per i giornalisti come per noi alunni....

Vittoria V. 3 M

 


Ciò che è successo a Parigi, alla redazione di "Charlie Hebdo" è stato uno shock a scala globale. Tre terroristi islamici hanno fatto irruzione alla redazione uccidendo dodici persone tra cui il direttore, alcuni vignettisti di fama mondiale e un poliziotto giunto sul posto durante l'attentato; tutto ciò in risposta ad una vignetta satirica come protagonista il Dio islamico Allah. In seguito a questo avvenimento la Francia ha organizzato una manifestazione contro l'Isis (Islamic State of Iraq and Siria) e a favore del diritto di libertà di parola. Personalmente penso che questi terroristi non abbiano seguito la propria religione perché (non che sia a favore di questo) quest'ultima vuole il sacrificio di un fedele islamico, e qui non c'è stato. Inoltre nel Corano non è presente alcuna forma di incitazione al pluricidio. Come ho già detto, questo avvenimento, ha scosso l'intero globo e causato terrore, e su questo argomento vorrei citare Paolo Borsellino:" Chi ha paura muore ogni giorno, chi non ha paura muore una volta sola". E con questo intendo che l'attentato non deve incutere terrore in modo da non far reclamare i propri diritti, ma al contrario, per lottare affinché si possa essere liberi senza aver paura.

Noi siamo Charlie.


Possiamo conoscere Raffaele Cantone, oggi presidente della neo Autorità Nazionale dell'Anticorruzione, attraverso la sua autobiografia "Solo per giustizia".

Raffaele Cantone, dopo essere stato otto anni nella Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli. Come Pubblico Ministero del cosiddetto Processo Spartacus, il processo contro i Casalesi per intenderci, riesce a far condannare alcuni tra i più importanti boss Casalesi: Schiavone, Bidognetti, Iovine e Zagaria. Questo gli porta una grande fama a Casale, sia tra i cittadini che denunciano in forma anonima, sia tra i pentiti che si fidano e decidono di collaborare con lui. Per Cantone è una conferma importante, che però come tutte le cose ha conseguenze: la scorta potenziata datagli a causa di minacce di " sgambettamento" dello stesso Bidognetti.

Bidognetti, in carcere, durante le intercettazioni parla criptato con movimenti del corpo, che poi vengono decriptati dalla Dia. Si presume riguardassero estorsioni o uccisioni . Altre volte riguardavano fatti personali come l'organizzazione del matrimonio della figlia, dove sapendo di essere intercettato, dice alla moglie di "non dimenticarsi di invitare Cantone". Non si sa come intendere quella frase anomala, se come richiesta di collaborare con lui o come ordine di ucciderlo.

Cantone parla di due tipi di magistrati: quelli chiusi e quelli che vogliono confrontarsi con l'opinione pubblica, lui fa parte della seconda categoria. Cantone afferma che nonostante l'operato dei magistrati per indebolire la mafia, c'è bisogno di "un esercito civile", di persone che la contestano. Ecco perché Cantone parla nelle scuole dove ci può essere ammirazione per la mafia.

Un giorno va in una scuola di Casale dove c'erano figli di mafiosi, l'incontro è difficile ma curioso. Inoltre il preside della scuola vedeva l'incontro più come un dovere che come un piacere, desideroso di giustificarsi affermando che non tutti gli abitanti di Casal di Principe provenivano da famiglie mafiose. Anche gli studenti non sembravano particolarmente motivati, ma furono contenti di saltare ore di lezione. Cantone, consapevole della presenza del figlio di un boss e che quell'uditorio non avrebbe ascoltato un discorso generico sulla necessità di rispettare le regole, come indossare il casco in moto ad esempio, straccia i suoi appunti e ne improvvisa un altro. Lui contesta l'omertà delle persone di Casale, ma prima di tutto i camorristi e il loro stile di vita: ricchi, alla moda ma che vivono rintanati come topi. Parla soprattutto dei giovani di 18/19 anni che entrano nella camorra come "carne da macello" ovvero persone che prima o poi verranno uccise.

La discussione finisce di colpo quando il figlio del boss rientra spavaldo. L'uditorio zittisce all'improvviso.

Dopo l'incontro Cantone ne parla con la giornalista del Mattino, esperta di mafia casalese, tanto da essere costretta a vivere sotto scorta, Rosaria Capacchione.

Nello stesso giorno esce nella stampa di Caserta un articolo su Schiavone il quale affermava di essere " un onesto agricoltore" e denunciava come Cantone portava i ragazzi sulla cattiva strada e che nel processo Spartacus aveva condizionato la giuria, quando le prove messe a confronto lo avevano inchiodato chiaramente.

Non sempre ci possiamo dire fieri di essere cittadini giuglianesi, ma è bello poter dire: "Siamo di Giugliano, come Raffaele Cantone".

Davide P., 3 M.

 

 

"Cos'è la mafia?"- ha chiesto Salvatore Calleri a noi alunni della Scuola Media Statale "Don Salvatore Vitale" di Giugliano. La mafia è un' organizzazione terroristica con uno schema verticistico: al vertice troviamo il boss che controlla i vari clan e sotto di lui i clan in ordine di importanza.

La mafia è nata dalla ricchezza, non dalla povertà come erroneamente si crede: dall'esportazione di agrumi, come limoni e arance, all'indomani dell'Unità d'Italia. Oggi invece si occupa dell'esportazione di armi e droga. La mafia ha una specie di dipendenza, una per il denaro e un'altra per la sete insaziabile di potere. Oltre alla mafia dopo di lei sono nate anche altre organizzazioni come la camorra e la 'ndrangheta. Per combatterle sono nate delle associazioni come la Fondazione Caponnetto presieduta da Salvatore Calleri, che va nelle scuole per informare i giovani e renderli partecipi di questo problema. Noi abbiamo contribuito con delle domande:

- Come combattere la mafia ? Quali sono i suoi punti deboli se li ha ? Come prevenire futuri mafiosi ? Il signor Calleri ci ha risposto dicendoci che la mafia si trova per la maggior parte nell'ignoranza. Un metodo per combatterla è essere persone colte e non fare gli eroi e rischiare la vita, ma combatterla senza paura, con l'aiuto degli altri e sopratutto con la testa alta. Per la maggior parte delle volte molti ragazzi si aggregano alla mafia per motivi economici, un metodo per prevenire ciò è aiutare queste persone in difficoltà.

- Come avviene la mafia dei colletti bianchi ?

La mafia bianca è un fenomeno che mette dei dubbi su chi siano i politici onesti e chi siano quelli mafiosi, in questi tempi è difficile capirlo perché la alcuni politici sono corrotti dalla mafia.

- Contro chi si avventa la mafia ? Tocca i bambini o no ?

La mafia si scaglia contro chi intralcia i suoi piani, chi la tradisce e chi parla alle autorità. A volte per vendicarsi dei genitori pentiti che erano mafiosi, rapiscono i figli. E' il caso di Giuseppe di Matteo, dove il padre pentito parlò alle autorità, Così Giovanni Brusca (O' vierru) rapì il figlio. Lo tenne 2 anni con sé e dopo questi 2 anni vedendo che il padre non smetteva di parlare, uccise il bambino strangolandolo e sciolse il suo cadavere nell'acido. Quindi non è vero che a differenza delle altre organizzazioni non tocca i bambini, anzi il contrario. Con gli adulti ancora peggio, li fanno fuori in diversi modi:

Li rapiscono e\o li gettano in mare (Lupara Bianca);

Li fanno esplodere con la scorta nella loro auto;

Nonostante ciò la mafia è formata da un sistema di regole fisse e particolare, ne è un esempio il modo di agire, la silenziosità e il giuramento: un sistema da scardinare, con tutte le nostre forze !


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