Ed ecco, dopo anni di dubbi, il risultato degli studi degli scienziati: c'è acqua su Encelado, la luna di Saturno? La risposta è .
La notizia è stata pubblicata su Science, un giornale scientifico americano, e le reazioni del mondo sono entusiaste.
Per questa scoperta dobbiamo però ringraziare Luciano Iess e il suo gruppo dell'università Sapienza di Roma, che, tramite la missione Cassini della Nasa, Agenzia Spaziale Europea e dell'Agenzia Spaziale Italiana, hanno coordinato le ricerche.
Encelado è un satellite naturale di Saturno completamente ricoperto di ghiaccio con un diametro sette volte più piccolo della Luna, da tempo nella lista dei possibili sospetti nella caccia alla vita nel Sistema Solare.
Divenne un interessante studio quando, nel 2005, la sonda Cassini mandò immagini di geyser che spruzzavano vapore e ghiaccio dalle fessure sulla superficie ghiacciata.
C'erano molti dubbi, non si sapeva l'origine di quel vapore, che avrebbe potuto derivare anche dallo scioglimento superficiale del ghiaccio e non da un corpo di liquido sottostante.
Negli incontri ravvicinati, furono scattate fotografie dove c'era una depressione di circa un chilometro che denotava un sottosuolo diverso.
Il mare sotterraneo contiene 12 mila chilometri cubi d'acqua, vale a dire una massa 245 volte quella del lago di Garda.
Per Iess, il contatto fra l'acqua e le rocce silicatiche "rendono l'ambiente favorevole a reazioni chimiche ricche e complesse che di fronte a una fonte di energia potrebbero creare condizioni prebiotiche", e quindi favorevoli allo sviluppo della vita.
Cassini, fino al 2017, ossia quando avrà completato la sua missione, dovrebbe fornire altre immagini e altri dati radar che potrebbero darci altri indizi sulla struttura interna del pianeta.
Data l'acqua presente su questo satellite, le possibilità che ci siano forme di vita sono molte di più di quelle che si possano pensare.

Chiara R.