Alcune classi del Liceo Rosmini di Grosseto hanno incontrato il Presidente provinciale dell'Anmil (Associazione nazionale mutilati e invalidi del lavoro) Graziano Campinoti, la dottoressa Tulipano dell'Inail (Istituto nazionale per l'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro) e la giovane Daniela, che ha raccontato la sua storia di invalida.

«Ho 23 anni, quando penso al mio futuro sogno di diventare moglie e madre, anche se non so se sarò all'altezza - racconta Daniela - L'incidente è accaduto un anno e mezzo fa nel salumificio dove lavoravo. Stavo tritando la carne e, con la mano sinistra – io sono mancina - stavo cercando di rimuoverne i residui. La macchina, senza griglia e bloccaggio di sicurezza, mi ha risucchiato la mano. Mi hanno subito portato all'ospedale, qui mi hanno amputato fino all'avambraccio. Mi hanno applicato una protesi, ma non è lo stesso... Gli amici dei tempi della scuola e il fidanzato, sono spariti. Sono rimasti gli amici "veri", quelli che sopportano la rabbia e il dolore. Adesso ho un nuovo ragazzo, che mi ha conosciuto senza la mano, e un nuovo lavoro, in cui mi lasciano muovere i miei passi senza forzature. Quando penso al mio futuro ho un po' paura, ma una cosa so per certo: non mi arrendo!».

Le norme di sicurezza e di tutela del lavoratore esistono ma non tutti le mettono in pratica. La macchina tritacarne del salumificio non era messa su una superficie stabile ed orizzontale e i dispositivi di sicurezza, griglia e bloccaggio, erano stati rimossi. Purtroppo Daniela ne ha subito le conseguenze.

Il 9 marzo, al Liceo Rosmini di Grosseto c'è stato il secondo incontro del progetto "Giovani sentinelle della legalità". I ragazzi coinvolti hanno presentato le loro idee che, pian piano, si stanno concretizzando. La II H ha fatto conoscere la redazione e i propri progetti. I ragazzi dell'istituto Bianciardi hanno deciso di dedicarsi al tema del calcio-scommesse e hanno illustrato la loro iniziativa. Alla fine Domenico Billotta, della Fondazione Caponnetto, ha spronato gli studenti a fare sempre meglio, a partecipare di più agli incontri con le istituzioni e noi abbiamo risposto...

Nicoletta dice: «Riconosco di essere una piccolissima parte di un grande progetto, riconosco di dover conoscere tante cose, ma so che mi impegnerò per scoprirle tutte. Io sono ancora adolescente e, come i miei coetanei, al posto di "legalità" e "mafia", parlo di ragazzi e di moda. È normale, a questa età non pensiamo al futuro, a dove saremo domani e in quali situazioni ci verremo a trovare. Ma adesso basta! Siamo giovani, ma dobbiamo imparare ad aprire gli occhi, a cambiare. Come da piccoli, quando leggevamo i fumetti o guardavamo i cartoni dei super eroi; chi non ha mai voluto essere come loro? Ecco! Adesso è arrivato il momento di agire! Non importa se inizieremo soltanto in cinque, perché noi arriveremo a dieci, venti, trenta...fino ad essere talmente tanti che, come i nostri grandi miti, riusciremo a cambiare le cose!!!".

A Istia d'Ombrone degli operai stavano scavando quando inaspettatamente hanno trovato reperti medievali. Si tratta di ciò che rimane del Paese che, nel 1800, è stato abbattuto per costruire Piazza Felice Cavallotti e per creare un livello più alto della piazza.

Tra i resti si notano molte stanze di cui però non si distinguono le funzioni. Sicuramente non sono edifici a scopo pubblico ma abitazioni o altre costruzioni private che erano comunque parte importante della piazza. In un angolo a ovest è stato trovato un silos (una specie di contenitore dove si conservano gli alimenti). I reperti trovati sono: oggetti in ceramica e vetro, metalli, una lucerna (lampada antica in metallo), altri oggetti in bronzo e argento ed infine un anello in argento, tutti materiali che denotano un certo benessere.

Gli scavi sono iniziati il 30 agosto 2011 ma il primo reperto è stato trovato il 23 novembre, ed era un basolato (un pezzo di strada formato da lastre di rocce del 1800). Fin dall'inizio gli archeologi hanno affermato che questo è un ambiente ipogeo, cioè sotterraneo. Infine sotto tutti questi edifici è "emersa" una strada del 1500... E' proprio vero che il nostro paese non smette mai di stupirci.

Grazie alla collaborazione delle insegnanti Katia Bartoli e Maria Elena Simoncelli, attraverso la partnership con la Fondazione Caponnetto, Dubischool entra anche alle "superiori". Una classe dell'istituto Rosmini di Grosseto infatti parteciperà con propri contenuti sull'educazione alla legalità, temi a cuore sia alla Fondazione fiorentina dedicata al magistrato morto nel 2002 sia a Dubidoo.
Le scuole secondarie di primo grado che a Grosseto aderiscono al progetto Dubischool, in questa sua prima fase, sono la Pascoli, la Vico, la Dante Alighieri, la Leonardo da Vinci e la piccola Fattori di Marina di Grosseto. Gli studenti maremmani saranno gli apripista del progetto che punta ad espandersi nelle scuole italiane.

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