Continua ad aggravarsi il numero delle vittime del tifone Haiyan nelle Filippine: si contano 5.209 morti sicuri, 1.600 dispersi e più di 23mila feriti, nonostante il Governo filippino avesse evacuato circa 4milioni e 300mila persone. Al momento gli sfollati sono oltre 4milioni e il bilancio delle vittime potrebbe aumentare ancora.

Due settimane fa il tifone Haiyan si è abbattuto sulle Filippine , arcipelago regolarmente colpito da fenomeni atmosferici come tsunami, tifoni ecc...Inoltre nella parte colpita dal tifone, il tasso di povertà è superiore al 50%. I danni all'ambiente sono stimati in 512milioni di dollari e i costi per le ricostruzioni raggiungeranno i 5,8 miliardi di dollari; circa 80mila ettari sono stati danneggiati (il 20% delle coltivazioni totali) con una perdita di circa 260mila tonnellate di riso.

Dal 1980 al 2010 il Paese ha subito 363 catastrofi naturali e il numero delle vittime è di 32.956 persone, con una media di 1.063 all'anno. I cicloni più violenti sono stati oltre 200, mentre negli ultimi 5 anni se ne registrano oltre i 60. In soli 5 anni si contano più di 10mila morti e danni per 3,5 mila dollari. Questo ci fa capire che le Filippine sono un Paese molto a rischio.

Martina P.

 


Lea GarofaloLea Garofalo era nata e cresciuta in una delle più importanti famiglie mafiose calabresi. Giovanissima e innamorata di Carlo Cosco, con il quale avrà la figlia Denise, decide di abbandonare il suo paese in provincia di Crotone per andare a vivere in Lombardia. A Milano Lea voleva una vita tra persone oneste, ma presto, a causa dell'attività criminale del compagno e del clan Cosco, capirà che non è riuscita a sfuggire alle faide e agli uomini mafiosi. 

Lea ha avuto il coraggio di parlare e di collaborare con la giustizia raccontando tutta la verità sui traffici illeciti e gli omicidi: tutto ciò che sapeva del "mondo mafioso" in cui era cresciuta e aveva vissuto. "Vedo, Sento, Parlo": è per questo che Lea Garofalo è stata uccisa, dicendo "NO" all'illegalità per il bene di sua figlia. Queste le parole di Denise: "Mia madre ha avuto il coraggio di dire no alla mafia. Ricordatela per la giustizia di tutti".

J.Banducci e M.Sardella

 


Tsunami, terremoti, tifoni, allagamenti e frane, una serie impressionante di disastri naturali, quelli avvenuti nel sud dell'Asia e nel sud del Pacifico, ma anche in Italia e negli Stati Uniti, che hanno ucciso migliaia di persone in poco tempo. Vero è che il pianeta terra nel corso dei millenni ha sempre avuto ere di cambiamenti, tuttavia questi fenomeni naturali ricevono un effetto di amplificazione a causa delle attività antropiche, aventi come conseguenza ciò a cui noi stiamo assistendo. Per cui, forse, si potrebbe gestire meglio tutta la situazione, se l'umanità si unisse per difendere il pianeta dal disboscamento, dall'aumento dei gas serra, dall'uso spropositato dei combustibili fossili e si sforzasse di lasciare alle generazioni future un pianeta su cui vivere e non morire. Perché le verità scomode non spariscono solo perché vengono ignorate ed è proprio questo quello che stanno facendo i governi che sembra non si rendono conto di quello che sta accadendo è un emergenza prioritaria per tutti!

Mirko S.

 


Sono queste le parole, postate su vari social network, con cui lo staff tecnico ed i giocatori del Cagliari Calcio hanno voluto mostrare di essere vicini alla loro "casa" e ai loro tifosi, sia a quelli sopravvissuti sia, purtroppo, a quelli morti.

Lunedì 18 novembre, infatti, la Sardegna è stata colpita da un tremendo temporale, considerato da molti meteorologi quasi un vero e proprio "ciclone". Si è verificata una tragedia terribile, che ha prodotto diversi morti, numerosi feriti e migliaia di sfollati.

Il mondo politico, dello sport e dello spettacolo ha fatto sentire la propria vicinanza a queste persone e, insieme con loro, tutti gli italiani sono stati invitati ad essere solidali con la popolazione sarda, sia attraverso contributi in denaro ,sia con l'impegno personale.

Solo un anno fa anche la Maremma, ed in particolare la zona di Albinia, è stata colpita da un dramma simile, che ancora non è stato superato del tutto.

Federico F.

 


Via il freno del gap tecnologico. Le imprese italiane da molto tempo devono affrontare i problemi che ormai sono diventati vecchi, a questi se ne è aggiunto uno nuovo, ma non per questo meno importante: il ritardo nella digitalizzazione del Paese. Vale a dire che i documenti e le foto, invece di essere inviati tramite computer, vengono ancora scritti su carta.

Questo modo di lavorare mette l'Italia, in Europa, tra gli ultimi posti come sviluppo e nella innovazione tecnologica.

Le società più  importanti che lavorano con la rete, Telecom e Fastweb, hanno detto che gli investimenti che sono stati fatti sulla rete e sono adeguati alla richiesta che c'è. Molte aziende italiane sono contrarie allo sviluppo tecnologico e preferiscono il vecchio modo di lavorare.

Ci siamo aggiudicati uno degli ultimi posti in Europa anche riguardo la connessione delle scuole alla banda larga: trasmissione e ricezione di dati informatici inviati e ricevuti contemporaneamente in grande quantità, rimanendo ancora legati alla banda stretta.

Senza la banda larga, non possiamo avere una rivoluzione scolastica, che Internet e la Ngn (Evoluzione delle prossime reti di comunicazione) già consentono in altri paesi.

Penso che debba essere lo Stato a pagare i costi di questo nuovo modo di comunicare senza chiedere soldi alle aziende private e togliendo all'Italia un problema.

Creando questa nuova rete, si faranno molto piu' velocemente, e da casa, tutte le operazioni degli uffici pubblici, evitando lunghe file agli sportelli.

Le scuole insegneranno a tutti gli studenti ad usare i computer, ed inoltre gli alunni potranno avere un computer scolastico, rivoluzionando così il modo di studiare per potersi adeguare all'era digitale.

Dovranno migliorare le comunicazioni rendendo facile l'accesso alla Rete e garantire a tutti gli operatori uguali condizioni, e bassi costi di accesso.

Celeste Di Giacomo classe II E

 


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