Tutti siamo al corrente degli scarichi illegali di rifiuti nella Terra dei Fuochi, non tutti sono però convinti che questi stanno provocando tumori sempre più in età prematura.

Nel 2003 Peppe Ruggiero, di Legambiente Campania, diede il nome alle zone più inquinate della Campania chiamandole "Terra dei Fuochi", un neologismo che voleva ricordare i numerosi fuochi che accendevano gli indigeni avvistati dal mare dall'esploratore portoghese Magellano in Argentina nel '500, a cui assomigliavano i roghi tossici dell'Asse Mediano.

Il problema esiste dal 1980 ma se ne sta parlando apertamente solo oggi, in seguito alla desecretazione delle dichiarazioni del pentito di camorra Carmine Schiavone. Nel 2007 Raffaele Del Giudice, oggi presidente dell'Asia di Napoli, ma all'epoca responsabile di Legambiente Campania, ha girato un docu-film  che ha fatto vedere le discariche abusive, ma anche quelle "legali" come quella di Villaricca, che non aveva però il telo protettivo per raccogliere il percolato, come prescrive la normativa, insomma, una discarica legale autorizzata ma non "a norma".

Oltre a discariche abusive Raffaele Del Giudice ci fa vedere anche un altro "oggetto" di inquinamento: la fabbrica di Montefibre che è scoppiata e ha inquinato tutto il territorio circostante. I pastori hanno portato a pascolare le pecore in quel territorio (inquinato e posto sotto sequestro) facendo cosi mangiare la diossina alle pecore e provocando la nascita di agnelli deformati.

Qui nessuno interviene e spesso alcuni imprenditori del Nord hanno pagato bene la camorra per far smaltire i propri rifiuti in Campania. A bruciare i rifiuti però non sono i camorristi che ricoprono solo il ruolo del "mandante" ma pagano qualcun altro, per esempio un ragazzino rom, per appiccare i roghi tossici. Cosi non vengono scoperti e possono continuare il loro "proficuo lavoro".

Ilaria C.


franco-gabrielliDurante l'incontro del 29 Gennaio con il prefetto Gabrielli si è parlato molto di prevenzione: è necessario essere preparati ad affrontare ogni tipo di calamità e così facendo di riuscire a ridurre al minimo i danni di un eventuale disastro.

Infatti, come ci ha spiegato il prefetto, la maggior parte delle volte è proprio per la cattiva organizzazione dei comuni che questi eventi si amplificano e magari creano più danni di quelli che avrebbero potuto fare se fossero state prese le giuste precauzioni.

Anche se il nostro Paese è in forte crisi dobbiamo sforzarci tutti per cercare di non essere impreparati qualora si verificasse una calamità naturale ma lo sforzo in primis deve partire dai comuni che contattando la protezione civile hanno la possibilità di attuare un piano di emergenza per queste situazioni.

Al giorno d'oggi solo pochissimi comuni hanno aderito a questa iniziativa e questo preoccupa molto, ma si spera che entro qualche anno si riesca a coinvolgere sempre più città e sempre più paesi in questa iniziativa, per poter vivere in un mondo più sicuro.

Lorenzo D.


La "terra dei fuochi" comprende una vasta zona riguardante i comuni di Scampia, Ponticelli, Giugliano, Qualiano, Villaricca, Mugnano, Melito, Arzano, Casandrino, Casoria, Caivano, Grumo Nevano, Acerra, Nola, Marigliano, Pomigliano, Parete, Casapesenna, Villa Literno, Santa Maria Capua Vetere, Casal di Principe, Aversa, Lusciano, Marcianise, Teverola, Trentola, Frignano, Casaluce. Nel tempo il fenomeno si è esteso a tutta la Campania.

L'inferno inizia quando il pentito Schiavone racconta del nuovo sbocco della mafia: il traffico illecito di rifiuti speciali. I rifiuti speciali sono i rifiuti che hanno bisogno di un trattamento particolare per essere smaltiti senza recare danni pesanti all'ambiente, come gli scarti industriali, che costituiscono circa l'80% dei rifiuti prodotti che in qualche modo vanno trattati; le aziende del nord hanno risparmiato con piacere, facendo affari con la criminalità. Numerose sono le terre in cui sono stati sepolti questi rifiuti e in cui sono state fatte molte discariche abusive, oltre 43.000 camion hanno scaricato i loro scarti, rovinando così le terre e facendo aumentare il tasso del tumore. Gli studiosi affermano che l'effetto più preoccupante sull'agricoltura non è il rischio che le piante possano assorbire le sostanze tossiche attraverso le radici (sono pericolose solo se superano i 20-30 cm) ma bensì le falde acquifere: numerosi i controlli e i pozzi sottosequestro. Dell'acqua che invece arriva ai nostri rubinetti, la qualità è abbastanza buona, si dice infatti che l'acqua dei rubinetti sia meglio di quella nelle bottiglie.

Un'altra cosa di cui preoccuparsi sono le eco balle nella discarica di Taverna del Re, che attualmente non possono né essere bruciate né rimanere dove sono. L'11 febbraio 1994 la Campania venne commissionata per l'emergenza rifiuti, il trattamento sarebbe dovuto durare 10 mesi, ma oggi, nel 2014, dopo vent'anni la situazione non è altro che peggiorata.

Stefania C.


"Ci vogliono provvedimenti urgenti!", "Lo Stato e il Comune non sono capaci!", "Si stanno creando troppi allarmismi inutili, stiamo tranquilli!". Sono queste le varie opposizioni e i provvedimenti richiesti sul problema della "Terra dei Fuochi" che sta tartassando da anni i cittadini della Campania. Si possono distinguere tre posizioni contrarie:"allarmisti","neutralisti" e "negazionisti".

Come "Allarmisti" possiamo identificare, per esempio, il professor Marfella, la Fondazione Pascale e i comitati cittadini. Marfella chiede delle analisi più scrupolose sui prodotti dei campi agricoli che ricerchino anche le diossine oltre a cadmio e piombo. La Fondazione Pascale vuole provvedimenti istantanei per evitare quest'aumento di tumori che si sta verificando, a loro dire, a causa dei roghi e dell' "intombamento" di rifiuti tossici. I comitati cittadini, sostenuti da Don Patriciello (parroco di una parrocchia di Caivano), hanno dato inizio da tempo a molte manifestazioni contro il governo per cercare di smuovere qualcosa e per ottenere dei provvedimenti al più presto.

I "Neutralisti", invece, sono (per esempio) la Task Force volontaria "Pandora", la quale ha espresso apertamente che si stanno creando "allarmismi" inutili e che è sufficiente piantare pioppi nelle aree soggette ad inquinamento. Queste piante, dopo alcuni anni e tramite i processi di fotosintesi clorofilliana, purificheranno il terreno senza così effettuare le bonifiche come voleva fare il sindaco di Acerra Lettieri.

I "Negazionisti" sono tutti i rappresentanti dello Stato che, se i cittadini non si fossero mobilitati, negherebbero ancora l'esistenza del problema.

Io, personalmente, mi schiero dalla parte degli "Allarmisti" perché servono provvedimenti seri e urgenti, altrimenti i tumori aumenteranno sempre di più e i contadini perderanno il lavoro perché non riusciranno a vendere i loro prodotti.

Non trovo del tutto sbagliato quello che afferma "Pandora" ma vorrei sia i provvedimenti richiesti dagli "Allarmisti"  che fossero piantati i pioppi per purificare il terreno. Ai "Negazionisti" che non vogliono ammettere il problema ricordo che non sono immuni ai tumori che questi roghi e sotterramenti di rifiuti tossici possono causare.


Molte volte mi hanno chiesto dove abitassi, io ho risposto: a Giugliano. Il solito commento è stato: "Ah, la Terra dei Fuochi". Come tutti ormai sanno, la Campania sta attraversando un grave stato di emergenza relativa allo smaltimento dei rifiuti.

Le cause sono la mancanza di discariche, di inceneritori e della raccolta differenziata quasi inesistente ma, soprattutto il "business" della "camorra" che, anno dopo anno, ha smaltito rifiuti tossici ospedalieri e industriali sul territorio campano.

Per evidenziare questo problema ci sono state molte manifestazioni, alle quali però partecipa solo una piccola parte della popolazione campana. Ciò porta a riflettere e a dedurre che alle persone non interessa il proprio futuro ma solo il presente e al fatto che per ora stanno bene.

A questo punto ho solo una certezza e cioè che se comincerà a muoversi qualcosa, soprattutto la coscienza dei nostri politici, potremo pensare a un futuro migliore per i nostri figli e nipoti. Al mio futuro non ho mai pensato ma oggi sento che per averne uno dovrò andare via dalla mia città, da Napoli, quella città meravigliosa che per il suo mare, il suo sole, la sua cultura, ha ispirato tanti poeti, quella città che una volta era nella " Terra del Sole".

Mariapia C.


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