AlimentazioneIl giorno 21 febbraio la mia classe, assieme alle classi seconde della Dante Alighieri, ha partecipato ad un incontro sull'alimentazione e qui i rappresentanti della Uisp, Coldiretti e Latte Maremma, ci hanno parlato di come è cambiata l'alimentazione in Maremma con il passare degli anni.

I nostri nonni, mentre giocavano a campana, a corda, ai quattro cantoni, mangiavano per la maggior parte prodotti provenienti dal proprio orto, molto salutari e privi di conservanti e concimi. Adesso le cose sono cambiate, non solo perché c'è il cellulare e le chat, ma perché, tutti noi, andiamo a comprare frutta e verdura al supermercato e sono pochi coloro che hanno un piccolo orticello dove coltivare i prodotti.

Esiste una grande differenza tra gli alimenti provenienti dal proprio orto e quelli che si vanno a comprare al supermercato: quest'ultimi vengono trattati con dei maturanti, conservanti e pesticidi dannosi per l'uomo, a differenza di quegli alimenti provenienti dall'orto molto sani ma soprattutto "bio", non trattati cioè con conservanti.

Tutto questo avviene perché la gente vuole avere a suo disposizione in tutte le stagioni prodotti diversi e provenienti da diverse parti del mondo come gli alimenti che nel loro aspetto devono essere impeccabili. Invece esistono dei prodotti locali a Km 0 cioè coltivati nelle vicinanze, molto più genuini, salutari e rispettosi dei tempi naturali, perchè coltivato nella stagione adatta. Di questo ce ne hanno parlato sia Coldiretti che Latte Maremma.

Quest'ultimo, Roberto Rosati, ci ha detto che il nostro latte è anch'esso a Km 0 perché prodotto in Toscana, precisamente in Maremma e nella provincia di Siena.

Mentre Simone Megale di Coldiretti ha detto che, al contrario di altri prodotti provenienti ad esempio dall'Africa o dal Giappone oppure dall'Inghilterra che devono affrontare un lungo viaggio, gli alimenti a Km 0 non sono stati trattati prima della vendita con maturanti che ne velocizzano la crescita e quindi la maturazione.

Ho trovato queste cose davvero interessanti e, anche se sembrerà molto strano, io questo lo vivo e ne partecipo tutti i giorni ma non ne ero consapevole, perché non avevo mai sentito parlare del Km 0.

Mi sono resa conto che dobbiamo preoccuparci di quello che mangiamo tutti i giorni e soprattutto conoscere il percorso che gli alimenti hanno subito prima di arrivare sulla nostra tavola. Insomma ho aperto finalmente gli occhi. Allora mamme, babbi, nonni alla ricerca del KM 0!

Ilaria R.