abou disCara Joanna,
mi chiamo Gloria, ho undici anni e sono una ragazza italiana.
Ho deciso di scriverti perché voglio dare il mio contributo di comprensione, riflettendo sulla guerra che sta lacerando il vostro territorio e distruggendo la vostra pace.
Sicuramente, per quanto possa scrivere, non potroò mai aiutarti a sufficienza nè comprendere fino in fondo quello che sta accadendo da te, ma mi piacerebbe scriverti questa lettera per farti capire che tengo molto a dare un contributo, anche se piccolo.

Ho potuto iniziare questa corrispondenza grazie alle informazioni che ho attentamente ricercato per mezzo della scuola e grazie ad internet, per quanto riguarda la guerra israelo-palestinese.

Le nostre vite sono totalmente diverse. Quando io mi sveglio al mattino e mi affaccio alla finestra, ammiro la bellezza della natura, ascolto il canto degli uccelli, il vento che mi accarezza la pelle.
Quando tu ti svegli, cara Johanna, cosa vedi? Un muro grigio, spento, noioso, che condizionerà sempre la vita, un muro che é sempre lì, inerte e rigido, a ricordarti che non potrai varcarlo, che non potrai sperare mai che sia abbattuto, che rappresenta una vergogna per tutta l'umanità.

Riflettendo sull'altro muro, o meglio quello che rappresenta, esso é quello dell'ignoranza da parte di molti nel mondo. Persone che non hanno interesse, che non capiscono la gravità della situazione e non fanno niente per rimediare e aiutare la povera gente innocente che viene coinvolta.

L'aspetto peggiore, secondo me, riguarda i bambini. Piccoli, puri, indifesi che vivono nella loro normalità, ma questa non é la normalità; per un bambino la normalità è uscire, giocare, divertirsi con gli amici, andare a scuola, essere libero di fare ciò che vuole; non é certo quella di vivere dietro un muro, rassegnarsi ad accettare questa realtà cosi' cruda e aspra che mi lascia veramente amareggiata.

Voglio essere tua amica, voglio conoscerti, parlarti ed aiutarti, vorrei andare controcorrente e annientare l'indifferenza.

Sarebbe ora che il mondo si accorgesse di ciò che sta accadendo; é inconcepibile questa situazione di incomprensione. Questo vuol dire non avere rispetto per l'altro, tutti noi siamo cittadini del mondo, dobbiamo aiutarci reciprocamente, non esistono e non devono esistere queste differenze e indifferenze.
Una disgrazia che capita all'altro, può capitare anche a noi, perciò se non aiutiamo, non verremo aiutati: dobbiamo essere solidali verso gli altri.

Non si pone fine ad un conflitto costruendo un lungo ed alto muro che impedisce il confronto, questa preziosa strada di pace. Queste che ho detto, possono sembrare belle parole, ma se persisteranno l'ignoranza e l'indifferenza nel mondo, non potremo arrivare a niente.

Non ho vissuto la guerra e, pregando il Signore, spero di non viverla mai, ma posso solamente immaginare quel che si prova: la privazione della libertà, la perdita di alcune persone care, la distruzione della casa; fuochi, fiamme, proiettili che devastano la nostra vita.

Diciamo che l'uomo si é evoluto, ma siamo proprio sicuri di ciò?
Io non lo sono, l'uomo si e' evoluto fisicamente ma, mentalmente e spiritualmente, é rimasto sempre con il desiderio di prevaricare sull'altro, di far del male, quando ha paura. Il confronto, il dialogo, la comprensione e la solidarietà sono, per me, gli strumenti migliori di pace.

Cara Johanna, io termino qui la mia lettera. Spero di essere riuscita a farti capire che io ci sono e puoi contare sul mio aiuto.

Ti auguro di avere la forza, ogni giorno, di vivere ed essere serena. Vorrei augurarti anche che tutto questo possa finire, ma é un pò azzardato dirlo.
Voglio sapere di te, scrivimi.
Con affetto.

Abu Dis é una cittadina palestinese che confina con Gerusalemme. Sotto il controllo congiunto dell'autorità palestinesi e israeliane Abu Dis é tenuta separata dalla città santa con un muro di cemento alto 8metri.