Tu, giovane di oggi che sicuramente condurrai una vita felice e spensierata, ho bisogno che tu mi segua e faccia un grande sforzo d'immaginazione: chiudi gli occhi, proiettati indietro di circa un secolo e cerca di raffigurarti un mondo decisamente triste e grigio, in cui è stata fortemente lesa la libertà individuale; immagina la figura di un misero contabile medio-borghese, che lavora senza sosta per mantenere una piccola 'catapecchia' con tre cieche, la moglie, la suocera e la sorella della suocera, e due figliuole vedove, raccolte in casa dopo la morte dei mariti, l'una con quattro, l'altra con tre figliuoli; infine aggiungi a questo scenario un terribile ufficio di belve, più che di impiegati, dove il nostro pover'uomo è costantemente vittima di scherzi e derisioni da parte dei colleghi e del capo. Ecco, ce l'hai fatta! Quella che stai vedendo con la mente è la misera vita del protagonista della novella di Pirandello Il treno ha fischiato. Che cosa ne diresti di scambiare la tua bella vita con quella decisamente triste del nostro amico? Certamente no, nessuno lo farebbe, neanche un pazzo! 'Pazzo', che parola interessante... Solo un pazzo come Belluca potrebbe vivere in questo modo. Eppure, lui una soluzione l'ha trovata, o meglio, gli è arrivata casualmente alle orecchie in una normalissima notte insonne come tutte le altre, e lui ha saputo coglierla, quasi come un lampo in mezzo a un oceano di oscurità e disperazione:
"Il treno, signor Cavaliere.
- Il treno? Che treno?
- Ha fischiato.
- Ma che diavolo dici?
- Stanotte, signor Cavaliere. Ha fischiato. L'ho sentito fischiare...
- Il treno?
- Sissignore. E se sapesse dove sono arrivato! In Siberia... oppure oppure... nelle foreste del Congo... Si fa in un attimo, signor Cavaliere!"

Chiaramente, dopo un'affermazione del genere, cominci a pensare, come tutti gli impiegati dell'ufficio che parlano chi di encefalite, chi di febbre cerebrale, che Belluca sia davvero matto, ma sei così sicuro? Sei in grado di indicare con certezza quale sia il mondo reale del nostro personaggio? Quale dei due aspetti del nostro 'matto' è quello vero? Io non ci metterei la mano sul fuoco o almeno ci rifletterei bene. Anche se a prima vista la vita reale di Belluca è quella triste e angosciante, perché non provi a metterti nei suoi panni, solo per qualche momento, e a pensare se preferiresti vivere come un automa o come un turista perenne che in pochi attimi può girare il mondo? "Si fa in un attimo, signor Cavaliere mio. Ora che il treno ha fischiato..."

Ti chiedo un ultimo sforzo: lascia da parte l'immagine del passato e torna ai nostri giorni. Mi auguro che tu viva una vita tranquilla e serena e che tu non sia un folle, ma pensa all'uomo moderno che vive una vita affannosa e sconsiderata, triste, non molto diversa da quella dell'impiegato Belluca, in cui non si trova mai il tempo di fermarsi a immaginare, come invece abbiamo fatto prima. Ecco allora che molto probabilmente la reale pazzia finisce per essere rappresentata dalla consuetudine quotidiana... E tutte le certezze crollano!

Dario Savì Santangelo