Cos'è un occhiello? E un catenaccio? Come è fatta una prima pagina? Con Dubischool i ragazzi potranno capire i segreti del mestiere del giornalista e i misteri del mondo della comunicazione. Come? I docenti che partecipano al progetto Dubischool avranno l'occasione di fare un corso a distanza in teoria e tecniche del linguaggio giornalistico e potranno dare ai ragazzi tutte le indicazioni utili per farsi un gran tuffo nella comunicazione.
Conoscerne le regole è fondamentale per capire come viene regolata l'informazione.

Ho trascorso un'intera estate a pensare a cosa avrei trovato alle scuole medie. Tutti parlavano di un enorme dislivello, di una realtà completamente diversa da quella vissuta fino ad ora. All'inizio avevo molta paura, mi avevano detto che avrei trovato moltissime insidie e difficoltà. La cosa che mi preoccupava di più erano i compiti a casa, mi parlavano di ore e ore passate sui libri, inoltre mi sarei imbattuto in professori terribili e severissimi.
Avrei voluto ritornare alle scuola elementare, alla tranquillità di sempre, ma il tempo è trascorso ed il sono arrivato alla "scuola dei grandi".

Ora, dopo alcuni giorni di frequenza, ho capito che la scuola è tutta uguale, alla scuola media devi solo studiare in modo più approfondito e di fronte a te hai molti "prof." a cui devi dare del lei (cosa non semplice). I professori non sono materni come le "vecchie" maestre, ma non sono neppure quei "mostri cattivi" che mi aspettavo. Sono stato veramente stupido a farmi influenzare dalle esperienze degli altri, la scorsa estate potevo rilassarmi invece di preoccuparmi di ciò che mi sarebbe successo in questo anno scolastico. Ho paragonato la scuola ad un edificio, ogni livello di studio è un piano da costruire con responsabilità e con cautela andando avanti pezzo per pezzo, a volte anche con molta fatica. Forza ragazzi pensiamo così ed ognuno di noi riuscirà a costruire un edificio splendido ed unico.

Uomini e donne che hanno lottato per sventrare il più accanito nemico della società, speranze per un futuro migliore e vite sacrificate per tutti noi. Antonino Caponnetto, Giovanni Falcone, Paolo Borsellino e Rita Atria, questi sono i nomi dei personaggi dei quali abbiamo discusso, durante il primo incontro organizzato dall'Associazione Caponnetto nella nostra scuola, per promuovere i solidi valori portati avanti da questi eroi della giustizia. E' stato interessante constatare che non siamo gli unici giovani che approfondiscono l'argomento, infatti ben tre ragazzi ci hanno illustrato la reale vita dei personaggi menzionati precedentemente. All'inizio, l'editore di Dubidoo e l'assessore della legalità hanno introdotto la discussione con un invito a promuovere la giustizia. Mentre analizzavamo le varie e dure prove che hanno dovuto affrontare Falcone, Borsellino e Rita Atria, ci è stato presentato il libro di quest'ultima intitolato "Volevo nascere vento". Nata da una famiglia palermitana di mafiosi, Rita, dedica se stessa a collaborare come testimone di giustizia , soprattutto con Borsellino, da lei chiamato "zio Paolo", instaurando con lui un rapporto affettivo e di fiducia. Nel libro-diario, lei esprime il suo desiderio di vivere libera, senza dover sopportare il peso che costantemente la affligge e che la porterà al suicidio. La stessa afflizione veniva provata anche da Falcone e Borsellino che, inizialmente non volevano neanche portare avanti la missione contro "Cosa Nostra", ma che poi, emotivamente, ci si sono trovati in trappola e hanno continuato a lottare impavidi, verso la morte. Abbiamo così rievocato le stragi che hanno segnato la fine dei due più importanti magistrati della storia moderna, la vita reclusa di una giovane donna, ci siamo commossi di fronte al sentimento con cui i giovani ragazzi si esprimevano, e , abbiamo compreso quanto può essere difficile una vita trascorsa lottando fino alla morte per ciò in cui si crede.

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