....di maggioranza, opposizione o minoranza.
Dai politici italiani mi aspetto che inizino a governare pensando di più al bene dei cittadini.
Mi aspetto che ci aiutino, senza lasciarci soli e senza aiuto. Invece di pensare ai loro bisogni, si preoccupino di più dei nostri bisogni e dei problemi delle persone meno fortunate.
I politici hanno un grande compito : migliorare la vita delle persone.
Vorrei che provassero a mettersi nei panni della maggior parte dei cittadini italiani, per capire le forti difficoltà che molte famiglie sono costrette a subire per andare avanti.
Dai politici italiani mi aspetto che non illudano le persone : una vita migliore ci può essere se mantengono le loro promesse.
Mi aspetto che inizi a far parte della loro coscienza un po' di umiltà, perché non sono migliori di nessuno, sono spesso solo più fortunati e agevolati economicamente.
Mi aspetto che i politici lottino perché la legge sia veramente uguale per tutti. Lottino perché per noi giovani ci siano opportunità di vivere la nostra vita in modo libero e dignitoso.
Auguro a tutti i politici di avere senso del dovere e responsabilità, non solo per il bene di noi cittadini, ma anche per loro stessi.
Alice Francini – classe 1A Liceo Economico Sociale Rosmini

"Ragazzi godetevi la vita, innamoratevi, siate felici ma diventate partigiani di questa nuova resistenza, la resistenza dei valori, la resistenza degli ideali. Non abbiate mai paura di pensare, di denunciare, e di agire da uomini liberi e consapevoli. State attenti, siate vigili, siate sentinelle di voi stessi!
L'avvenire è nelle vostre mani. Ricordatelo sempre!"
Antonino Caponnetto

Durante l'anno scolastico 2011-1012 le Sentinelle della legalità del Liceo Rosmini hanno scelto di diventare Redazione: giovani giornalisti convinti che la cultura della legalità deve essere diffusa nelle azioni quotidiane e deve radicarsi profondamente nel sociale. Le varie iniziative progettate hanno entusiasmato i ragazzi ed hanno fatto capire quanto sia importante diffondere la cultura della legalità attraverso i media. E per questo i nostri compagni della 2 H che l'anno scorso hanno aderito a questo progetto, istituendo LA REDAZIONE DELLE SENTINELLE DELLA LEGALITÀ, hanno dato il testimone a noi ragazzi della 1A per continuare la loro esperienza.
Abbiamo cominciato da poco a studiare materie come diritto, economia e scienze umane ed in classe, per poter essere delle brave sentinelle, ci siamo chiesti come continuare il loro lavoro per diffondere la legalità.
Sicuramente continueremo la collaborazione con la redazione del giornale "Dubidoo" determinante comunicare a tanti, soprattutto ai più giovani, notizie, interviste e il resoconto delle iniziative sui temi della legalità sia della nostra scuola, ma anche di altre istituzioni.

Dal dialogo in classe abbiamo capito che: " la legalità deve cominciare DA ME" . Sono " IO" che mi devo comportare in conformità alle regole e nel rispetto degli altri in tutte le situazioni che vivo ogni giorno, a partire dai miei rapporti col mio compagno di banco fino ad arrivare alle relazioni con tutti i membri della mia classe. Ovviamente il rispetto non deve mancare nei dei miei insegnanti, amici, per strada, a scuola, a casa o quando faccio sport, insomma ovunque. Ma non basta: bisogna arrivare alla reciprocità.

E' questo, secondo noi, il principale compito delle Sentinelle: vivere la legalità nelle azioni quotidiane, ma anche guardarsi intorno ed essere vigili verso le situazioni in cui non si rispettano le regole e gli altri in cui manca la legalità .

E' nostro compito denunziare le cose che "non vanno" e attivarsi per correggerle, al fine di estendere il principio della legalità a più persone possibili e far sì che non solo noi rispettiamo la legalità ma anche tanti altri...tutti... lo facciano.

Classe 1A – Liceo Economico Sociale Rosmini

Troppo spesso il termine femminicidio compare tristemente nelle cronache di tutti i giorni, perchè troppe volte, ormai, le donne sono oggetto di violenza da parte degli uomini. Con femminicidio vengono, infatti, identificati tutti quei "casi di omicidio in cui una donna viene uccisa da un uomo per motivi di identità e di genere". Questa è una delle definizioni più letterali del termine, ma in realtà il suo significato è molto più profondo; quello di cui stiamo parlando è un vero e proprio abuso nei confronti delle donne, costrette a subire una violenza non solo fisica, ma anche psicologica da parte di uomini, che agiscono con efferatezza e malignità contro la loro persona. A questo riguardo, sono state recentemente organizzate manifestazioni per promuovere il rispetto nei confronti della donna. Ormai quella del femminicidio è una pratica talmente diffusa nel nostro Paese, che l'Italia a detenere il primato europeo di omicidi nell'ambito familiare. Questi fatti sono spesso definiti impropriamente come "delitti passionali" o "raptus di follia", poiché sono premeditati dall'omicida stesso che considera la vittima come una proprietà sulla quale può esercitare un controllo diretto e un possesso assoluto. Tra le violenze tra le donne, il 70-80% sono consumate in famiglia da parte di mariti, ex vendicativi e fidanzati che spesso raggiungono il loro scopo dopo un lungo percorso di stalking. Molti sociologi attribuiscono queste violenze da parte degli uomini, all'emancipazione femminile, poiché con essa si mette in discussione il predominio maschile, che per troppi secoli ha regolato gran parte dei rapporti familiari. È chiaro, quindi, che la violenza sulle donne riguarda tutti noi, nessuno escluso; dobbiamo impegnarci affinchè tutto questo non si ripeta più, insegnando fin ad piccoli, a comprendere il valore del rispetto reciproco, col fine di instaurare un principio di libertà che sia valido per tutti, senza distinzioni.

Avete mai pensato a quanto sia 'vecchia' la lingua italiana? Può sembrare strano che la si definisca così, eppure lo è. Se l'italiano fosse un uomo, di sicuro se ne andrebbe in giro con il bastone e la pipa in bocca. Siamo abituati a pensare a una lingua come a un fenomeno statico, immobile, invece è una forma di comunicazione in grado non solo di accomunare un'intera popolazione, ma anche di evolversi continuamente. Proprio come ognuno di noi, una lingua nasce, si sviluppa, e a volte muore anche, quando cade in disuso e si smette di parlarla.

Torniamo però all'italiano. Non si può certo dire che la nostra non sia una lingua affascinante, ma se pensate che sia sempre stata così vi sbagliate di grosso. L'italiano nasce da una lenta trasformazione della lingua latina parlata, – mi dispiace, ma adesso c'è bisogno di un po' di storia, nonostante sia infinitamente noiosa – già di per sé diversa dal latino letterario, condizionata dall'influenza dei barbari che si erano insediati nella nostra penisola, la quale portò alla graduale comparsa di vari linguaggi definiti 'volgari', non perché fossero pieni di parolacce ma perché erano parlati dal 'volgo', ovvero dalla popolazione non istruita.

I primi esempi di testimonianze scritte in italiano volgare risalgono a un periodo compreso tra l'VIII e il X secolo d.C., all'interno di alcuni documenti che potrebbero pure sembrare divertenti. Il più famoso è sicuramente il Placito di Capua, che tentava di risolvere le dispute tra un uomo laico di Aquino e il monastero di Montecassino riguardo ad alcune noiose questioni di confini territoriali, ma abbiamo a disposizione numerosi altri documenti sicuramente più interessanti.

Uno dei primi testi in volgare italiano è un Indovinello, che fu ritrovato nel 1924 in un manoscritto conservato presso la Biblioteca Capitolare di Verona, e che risale a un periodo compreso tra la fine dell'VIII e l'inizio del IX secolo.
Se pareba boves, alba prataria araba, / albo versorio teneba, et negro semen seminaba. /Gratias tibi agimus omnipotens sempiterne Deus.

Come si nota, è piuttosto difficile capire quello che c'è scritto, quindi ecco una traduzione più chiara:
"Spingeva davanti a sé i buoi, / arava bianchi prati, /teneva un aratro bianco, e seminava un seme nero. / Ti rendiamo grazie, Dio onnipotente ed eterno".

Ancora oggi, dopo quasi otto secoli, non siamo riusciti a capire quale sia la soluzione esatta di questo indovinello. Le ipotesi sono molteplici, ma sarebbe ingiusto togliervi il divertimento e spifferarvi tutto quanto: secondo voi, di cosa si tratta? Non abbiate timore di sbagliare, se non ci sono riusciti gli studiosi, siete giustificati!

Un altro esempio, meno misterioso ma molto più comico, è costituito, dall'Iscrizione di San Clemente, dipinta sulla parete di una cappella dell'omonima chiesa a Roma. Quest'iscrizione potrebbe essere considerata il primo fumetto della storia: vi sono rappresentate le disavventure di alcuni poveri schiavi e del loro padrone, che tentano di opporsi al miracolo di San Clemente, il quale si è trasformato in una colonna che loro cercano di trascinare via. La cosa divertente è che accanto alle figure dipinte troviamo scritte le parole che pronunciano: il linguaggio dei servi è volgare e basso, e si contrappone a quello del Santo che, invece, è in latino.

Ancora un'iscrizione, stavolta nella Catacomba di Commodilla, sempre a Roma, recita: Non dicere illa secrita a.bboce. Anche se potrebbe sembrare che quest'iscrizione vietasse lo svolgimento di giochi con bocce e biglie, in realtà invitava i frequentatori della catacomba a non rivelare i riti cristiani che vi si svolgevano all'interno.

Biglie o meno, l'italiano con cui sono scritti questi testi è un fanciullo alle prese con le prime parole, rispetto a quello di oggi, che è invece un uomo elegante, saggio e raffinato. La sua storia è stata lunga e intensa, e di certo non è ancora finita. Arriverà il giorno in cui anche queste righe che state leggendo saranno antiche, proprio perché una lingua è sempre in viaggio e non si ferma mai, fino a quando riusciremo a farle battere il cuore.


Fonti:
• E. Raimondi, Leggere, come io l'intendo, vol. 1, Edizioni Scolastiche Bruno Mondadori, Pearson
• Da Luzzapy
• Da Wikipedia

Anche quest'anno, come accade ogni anno, siamo sicuri che in ogni scuola sia stato o sarà attivato un progetto per i "diversamente abili". Tali progetti sicuramente saranno stati pensati per l'integrazione dei ragazzi con handicap ed ognuno sarà valido ed utile.

Ed allora che cos'ha la Scuola Media Vico di diverso?...
Diverso, ancora questa parola che ritorna...ma in fondo ci chiediamo "Diverso da chi"?

Ormai da anni gli alunni della scuola media Vico collaborano con i ragazzi della Fondazione "Il Sole". Sì perché di collaborazione si tratta... loro aiutano noi a mantenere il nostro orto botanico dandoci una mano nella cura delle piante e noi aiutiamo loro nell'apprendimento del linguaggio informatico, nello studio dell'inglese o delle tecniche pittoriche.

La collaborazione è diventata alla fine non solo un rapporto di "lavoro" (diciamo), ma una vera e propria amicizia. Con ansia aspettiamo l'arrivo dei ragazzi per fare delle cose insieme perché con loro il lavoro diventa divertimento.
L'anno scorso abbiamo vissuto un'esperienza entusiasmante, che speriamo si possa ripetere anche quest'anno, abbiamo realizzato uno spettacolo teatrale per festeggiare l'arrivo della primavera ed è stato un vero successo.
Per noi ragazzi della Vico è ormai diventato un'abitudine lavorare con i ragazzi che altri chiamano "diversi"...ma noi questa "diversità" proprio non riusciamo a vederla!

C'è da dire inoltre che grazie anche ai lavori e alla sensibilità dei nostri professori, allarghiamo il nostro sguardo anche verso altri studenti che vivono lontano da noi e che sono stati meno fortunati di noi.

Si sta infatti concludendo la raccolta di materiale didattico che manderemo sia ai bambini ospiti dell'ospedale pediatrico della dottoressa Perna in Congo, sia per i bambini libanesi che abbiamo raggiunto attraverso il Reggimento Savoia Cavalleria, che è appena partito per una missione di pace in queste terre così lontane.
Per finire possiamo dire che noi non vediamo il "diversamente", ma pensiamo con una "Diversa-mente", perché siamo convinti che la diversità è solo negli di chi la vuole vedere.

I RAGAZZI DELLA 2° E
SCUOLA MEDIA VICO

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